Canicattì: celebrazione della Festa della Donna e debutto del Teatro Del Boh. Ieri sera, al Teatro Sociale di Canicattì, l’Associazione Culturale Athena con la collaborazione della Compagnia del Tempo Relativo, hanno celebrato la Giornata internazionale dei diritti della donna. L’evento è stato patrocinato dal comune di Canicattì. In rappresentanza dell’amministrazione hanno partecipato il vice sindaco Patrica Bennici e gli assessori Giuseppe Corsello e Francesco Giordano. La giornata dei diritti delle donne o più comunemente chiamata la Festa della Donna, è una ricorrenza annuale ed internazionale. Ricordando l’importanza della Figura Femminile, ha l’obiettivo di rilevare l’importanza delle conquiste sociali, economiche e politiche e il ruolo stesso che oggi la Donna ricopre nella società. In occasione di questa celebrazione, è stato presentato al pubblico il “Teatro del Boh”, nuova associazione culturale.

Come si è svolto l’evento? Aperto al pubblico con ingresso gratuito, l’affluenza è stata numerosa. Lo spettacolo è iniziato alle 19:30. Ad aprire i lavori è stata Patrizia Amato. L’intervento del vice sindaco, dimostrando ancora una volta la vicinanza dell’amministrazione a tematiche di questo calibro, è intervenuta sensibilizzando il pubblico sull’importanza della Giornata internazionale dei diritti della Donna. La serata è iniziata con l’esibizione, prima del Teatro del Boh e poi con quella della Compagnia del Tempo Relativo.

Il TEATRO DEL BOH nasce da un’idea dell’artista canicattinese Salvino Marrali, di Melania Curto e di Anna Rita Alù, con la preziosa collaborazione di Silvana Rinallo e Patrizia Amato. Nel tempo si sono associate Alessia Maria Guarneri e Carmelinda Turco. Da molti anni lavorano alla realizzazione di questo teatro. Un vero e proprio laboratorio sperimentale che vuole essere un viaggio introspettivo, ancora più incisivo che vada oltre le metodologie e le aspettative tradizionali. Sperimentando l’utilizzo di nuove tecniche e forme di linguaggio espressive, questo laboratorio è il teatro provocatorio senza regole e logica, dove tutto è possibile. Noi vogliamo che attraverso ogni forma artistica e di spettacolo narrate con questo laboratorio alternativo, ogni singolo individuo riesca a sfondare quelle barriere convenzionali per far manifestare la propria essenza più intima senza nascondersi. Per l’autrice Prof.ssa Melania Curto è questa la mission del Teatro del Boh.

Quale è il nesso che lo collega alla celebrazione della festa della Donna? Celebrare questa giornata, significa ricordare tutte le loro conquiste. La Donna, nel tempo, con grandi sacrifici è riuscita a far riconoscere molti dei propri diritti. Nonostante ciò, è ancora vittima di alcune problematiche. Non a caso, questa giornata, viene associata alla giornata internazionale contro la violenza delle donne. Il nesso è quello di mettere a “nudo” quella stessa intimità, quella verità fatta di passato, di presente e di desideri di ogni singolo individuo, attraverso qualsiasi forma artistica. La Giornata internazionale della Donna ed il Teatro del Boh, sono l’invito ad una profonda riflessione da cui prendere spunto per raccontare ed esprimere questa propria intima personalità.

Il pensiero di Melania Curto. “Attraverso i nostri testi ci mettiamo a nudo,in senso metaforico ovviamente, permettendo agli altri di vedere la nostra verità, la nostra fragilità, la nostra vulnerabilità, il nostro passato e il nostro presente, i nostri desideri, e i nostri rimpianti( che poi sono quelli di tanti). Non ci nascondiamo! Mostriamo sia ciò che è o è stato bello e ciò che non è e non è stato. Descriviamo la società in cui viviamo, mettendo in evidenza pregi e difetti. Viviamo una vita frenetica e siamo sempre di corsa per svariati motivi perdendo quasi sempre di vista ciò che è veramente importante ed essenziale nella vita: gli Affetti, i Sentimenti, i Legami.”

Frammenti controversi, è l’opera creata e composta esclusivamente da testi e da composizioni di vario genere realizzate da Salvino Marrali, Melania Curto e Anna Rita Alù. “Quest’opera, accoppiata alla lirica, all’interpretazione teatrale, al canto, nasce dalla curiosità di conoscere. Il teatro, come la vita stessa, possono solo insegnare a realizzare ciò che ogni singolo individuo sente, prova. Giornalmente si mette in gioco per andare avanti e raggiungere i propri obiettivi. Può farlo solo con un viaggio introspettivo, ascoltando e prendendo spunto, dalla voglia di sapere, dove gli errori, i fallimenti non devono essere il limite ma il principio per non fermarsi.” Con questo pensiero, l’artista e regista del Teatro del Boh Salvino Marrali ha spiegato cosa è per lui il titolo dell’opera Voglio entrare dal muro.

Di seguito potete leggere qualche verso di Frammenti Controversi tratto da uno dei monologhi: La mia mente trascina un cadavere… Devo Imparare ad Ascoltare e Vedere… La mente è Distruttiva. Devo ingannare la mente…E’ aperta la porta!!!

Bambole è uno spettacolo teatrale breve, di cui è regista Lella Falzone, presidente della Compagnia del Tempo Relativo. Ad interpretarlo sono stati: Tiziano Alaimo, Isabella Cacciato, Ivana Leonardi, Enza Giorgio, Sabrina Alù, Sonia Milioti, Luca Neve, Sofia Milazzo, Cettina Carusotto, Giulia Trupia e Irene Caramazza. Alternandosi con gli artisti del Teatro del Boh, prima si sono esibiti nei “palchetti” e poi con l’opera teatrale, accompagnata dalla coreografia del maestro di tango argentino Domenico Di Vincenzo. Per la regista, l’interpretazione degli artisti attraverso le parole, il canto, il ballo, sono forme di linguaggio che vogliono raccontare delle storie. Storie che parlano di donne diverse. Rabbia, dolore, ironia, tenerezza, provocazione, passione, emozioni, sensazioni dell’universo femminile rivolto alle donne e non solo.

Le esibizioni di Voglio Entrare dal Muro sono state interpretate da: Melania Curto, Anna Rita Alù, Silvana Rinallo, Patrizia Amato, Alessia Maria Guarneri, Carmelinda Turco e Francesco Nardella, violinista che tra le note musicali, ha accompagnato le esibizioni.

Alessia Maria Guarneri, pittrice e autrice dell’immagine della locandina, si esprime in questo modo: “Questo rappresenta il giudizio degli osservatori che per me è e vuole essere ulteriore ispirazione costruttiva per continuare ad esprimermi. La mia vita è l’arte, il mio modo di comunicare.”

Carmelinda Turco, oltre ad essere stata l’aiuto regia dell’opera, durante l’esibizione ha interpretato magistralmente cantando i testi come se fosse la voce interiore del singolo individuo. Per me, il canto è vita e questa espressione di teatro alternativo, sperimentale mi consente ancora di più ad esprimermi meglio, maturando e condividendo i miei obiettivi.
Canicattì: celebrazione della Festa della Donna e debutto del Teatro Del Boh. Quello di ieri è stata la prima di questo nuovo teatro sperimentale. Prossimamente sono previste altre due tappe.
Canicattì è molto cresciuta da come era quando ero bambino!!
Finalmente una città matura!
Che gioia rileggere i cognomi Canicattinesi che fortunatamente sono sempre gli stessi!